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15 ottobre 2017 Mi primera media maratón - Palma de Mallorca

Scritto da  Roberta Scifoni

Giugno, un giorno qualsiasi. Sul pc ho aperta la pagina internet del sito della Maratona di Palma di Maiorca che si correrà il 15 ottobre, e la guardo dubbiosa.

Quest’anno infatti per la consueta gara all’estero, è stata scelta proprio Palma.

È un gruppo tosto quello della Naturalmente Castelnuovo, unito in quest’occasione alla Podistica Veio. Sportivi più o meno competitivi, runners, uomini e donne che crescono, si allenano, gareggiano, migliorano, sicuramente tutti appassionati della corsa e indifferenti alla fatica. Nel tempo si sono aggiunte anche le “coraggiose ragazze”, che ho sempre associato alle protagoniste del film di Penny Marshall “Ragazze vincenti”.

Corrono, e corrono. Si allenano, e negli ultimi 2 anni quasi tutti i fine settimana gareggiano in qualche località della provincia.

Sono seduta davanti al modulo online delle iscrizioni e vorrei tanto imitarle, o almeno vorrei provarci. Mezza maratona, 21 chilometri e 97 metri. Poi…Clic. Iscritta! Panico.

Ho tempo 3 mesi, sarà un’impresa.. non amo correre… semmai camminerò…

E così da giugno entro nel trip anche io.

A luglio inizio ad allenarmi, qualche settimana insieme alle ragazze vincenti, qualche altra da sola, talvolta con Paolo, orari di lavoro permettendo. Un’estate torrida. Mi chiedo chi me lo faccia fare, sono lenta, pesante e faccio fatica. Molti chilometri a settimana, ai quali non sono abituata, arriva qualche doloretto tipico di chi corre, e qualche altro nuovo… ma mi alleno sempre, lavoro permettendo. I ‘lunghi’ li sposto alla domenica, dopo il turno di notte e qualche volta al mattino prima di andare al lavoro; fatica e fatica e molti dubbi in testa, per la tenuta mentale che questo obiettivo richiede e richiederà. Passa luglio, passa agosto, e settembre vola.

Arriva il 13 ottobre. Si parte all’alba. Trolley fatto e rifatto, paura che viaggia con me. Sono tesa per molti motivi, ma la gara non è il più preminente.

Le ragazze vincenti sono molto più serene, ma per me è la prima vera gara ed esordisco in una distanza non indifferente; ho il collo bloccato da giorni, e l’ansia sale.

La location è fantastica. Tipica estate mallorchina, spiaggia, sole, sembriamo un gruppo di amici in vacanza, e più o meno lo siamo. Ma la gara incombe, e nonostante abbiamo già affrontato e superato qualche contrattempo degno di un venerdì 13, ci dirigiamo immediatamente verso il Marathon Village per il ritiro dei pettorali.

Grande folla, molto caldo, e quanta bellezza al cospetto della Cattedrale! Nella mia testa c’è tempo, mancano due giorni! Turisti! Mescolati agli altri come tanti, e con un occhio rivolto a chi ci sta intorno distinguo gli atleti che correranno, riconoscibili dal fisico, dagli orologi e dalle scarpe tecniche che indossano; siamo tanti a fare shopping, fotografie, ad assaggiare prodotti locali, a ridere rumorosamente. Tutto è perfetto, a parte i mezzi pubblici, insufficienti sotto ogni punto di vista. Bypassiamo con i taxi, e con Paco, il nostro personal pulmino che ha ci risolto molti problemi. Il gran caldo sembra quasi una prosecuzione delle temperature con cui si è corso per tutta l’estate, così andiamo anche al mare, a due passi dall’albergo Nautic a Ca’n Pastilla, ad appena 8 km dalla città. Scattiamo centinaia di fotografie, centinaia di selfie, di istantanee e di fotogrammi per 4 giorni indimenticabili, tanto che i cellulari sono talmente pieni di immagini da aver esaurito tutta la memoria disponibile. Però è ciò che serve per esorcizzare l’attesa.

Arriva il sabato sera.

Dopo la ricca cena compiliamo il bugiardino per la dichiarazione dei tempi che pensiamo di registrare. Chi sbaglierà di più?? Qualcuno barerà? Lo sapremo solo domani, dopo la nostra personale gara.

Dormo poco, sveglia presto, colazione alle 6, e via.…

La cornice è spettacolare, tra mare e città un fiume di persone, sono quasi tutti tedeschi e spagnoli. Ogni tanto percepiamo una voce, una parola o leggiamo una scritta, un qualcosa che individua un connazionale. Ma anche noi siamo un discreto numero: 24 runners, con gli accompagnatori siamo anche di più, e molto più rumorosi e gioiosi degli altri. È ora. Entriamo dentro le transenne, sono un po’ tremante, e non è il freddo.

I maratoneti sono posizionati più avanti, e comunque mescolati ai mezzi maratoneti. La 10km partirà a mezz’ora dal nostro start. La mia ansia alle 9 meno 10 si trasforma in lacrime che nascondo dietro gli occhiali. Respiro. Lo speaker parla in tedesco e in spagnolo, partiamo qualche minuto dopo le 9, passando sotto l’arco gonfiabile, dove facciamo scattare gli orologi. La partenza è sempre un momento delicato, c’è chi che vuole balzare in avanti, chi sorpassa, chi spinge; io cerco di non farmi risucchiare dalla foga iniziale, è una giornata calda e devo gestire una gara che è un’incognita e le forze su una distanza che non ho mai percorso. Si corre, il mio gruppetto si sgrana presto e al primo ristoro sono già da sola. Le mie ragazze vincenti sono davanti a me, scortate dai loro angeli custodi, l’altro angelo resta vicino a me, poco dietro. Cercherò le loro maglie più volte e per due volte, quando il percorso ci fa girare in parallelo, riesco a scorgerle, poi più nulla. Una ragazza tedesca vicino a me dall’inizio non riesce a seguirmi più, e proseguo da sola. Sul lungomare dopo circa 8 km arriva un momento forte, legato ad un intenso pensiero che si insinua molesto tra i miei passi; mi manca il respiro, per 5 minuti sono in apnea e cercando di non farmi sopraffare provo a calmarmi, non voglio rallentare; ecco il ristoro: bevo, prendo un pezzetto di banana, e continuo. La salita per entrare nel centro della cittadina spezza il ritmo delle mie gambe e il percorso su e giù per le stradine e per le piazze che solo il giorno prima avevo trovato splendide ed incantevoli si rivelerà complicato e faticosissimo. Il selciato particolarmente bello ma irregolare non è adatto alla corsa; salire e scendere dai marciapiedi è massacrante, evitare di scontrarsi con gli altri è altrettanto snervante; ma questa è la gara…mi fermo al ristoro numero tre, bicchieri di isotonica riempiti da un bidone infilando gli avambracci fino al gomito…i volontari cercano di dissetarci sbrigandosi così, ma la sete è sete, bevo e proseguo. Giro a destra, scendo, torno sotto alla Cattedrale, poi risalgo, poi riscendo: ‘animo! animo!!’, rispondo ‘Daje!’

Sono stanchissima, avrei bisogno di una pausa! In qualche tratto cammino e prendo fiato, e poi via di seguito, guardando di tanto in tanto l’orologio per capire a che punto sono, finché questo labirinto mallorchino non ci riporta sul Carrer principale. Ultimo ristoro e ultimi 2 chilometri. Intanto arriva il primo della Maratona, lo vedo volare vicino a me. Ultimo chilometro. Mi guardo intorno e cerco ancora con lo sguardo un viso conosciuto, vorrei arrivare al traguardo insieme ad un compagno di squadra. Le ragazze vincenti sicuramente saranno arrivate, l’altro angelo l’ho perso di vista. Ultima svolta a sinistra, sicuramente là dietro, leggermente in salita c’è l’arrivo. Sono giunta al gonfiabile: sto per tagliare il traguardo e il mio pensiero va lì, esattamente dove doveva andare. FINISHER. Anche io! Stoppo l’orologio che segna 21km e 500 metri. Sono arrivata fino in fondo e batto le mani, a me stessa. Dopo, solo gioia e commozione. Prendo la ‘mia’ medaglia con il nastro giallo ed è li che vedo anche Geny con il suo angelo prendere la loro.

Il gruppo pian piano si ricompatta, ma dopo il ristoro e dopo aver recuperato un po’ di energie vado al traguardo, ad aspettare i maratoneti. Li vedo arrivare quasi tutti: realmente eccezionali a percorrere quel giro due volte! Tanta sconfinata ammirazione per voi. Paolo arriva ancora una volta pieno di sangue. Un grazie speciale è anche per lui!

Protagonisti e interpreti oltre ai fantastici ACCOMPAGNATORI

(in rosso gli esordienti)

I maratoneti: Danilo, Mara, Patrizia P, Ludovico, Paolo R, Roberto R, Giovanni, Nice e Germana

I mezzi maratoneti: Geny, Antonella, Paolo S e Roberto L, Roberta, Patrizia A, Valerio, Matteo, Antonino, Nunzio, Paolo e Tiziana

I decini: Elisa, Ignazio e Ludovico Vico

Le Ragazze vincenti: Antonella, Geny, Patrizia A

Gli Angeli: Patrizia A, Roberto L, Paolo S, Valerio, Matteo, Nunzio, Antonino

Le ‘ragazze vincenti’ sono speciali, così come la Capessa Patrizia P: se corro è grazie loro.

Letto 579 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Novembre 2017 09:42
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