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218 km e 194 metri: Strasimeno d’acqua e di follia

Scritto da  Germana Recchia

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Strasimeno 2017 sotto una pioggia battente che ingrigiva i panorami. Ma non gli animi dei duemila runners che si sono ritrovati sul lungo lago, il 5 marzo scorso, per conquistare diverse distanze. Ho visto tanti sorrisi, tanta fatica lavata dall’acqua, affanni, sospiri, fiati corti, abiti zuppi che appesantivano i passi, colori di plastica sulle cerate improvvisate e del tutto inutili sotto quella pioggia; ho sentito il calore di chi mi era vicino, perché eravamo così tanti che difficilmente ho corso sola. Ho sentito soprattutto l’affetto e il sostegno dei miei compagni che, finite le loro gare, hanno fatto la spola in macchina suonando e tifando per me.

Quando una ragazza che mi correva accanto ha detto: “hai un tifo da stadio!” non ho capito subito cosa intendesse, ma un secondo dopo mi sono sentita così entusiasta, così convinta e così ‘grande’, per una volta, che le lacrime si sono confuse con l’acqua e mi hanno perfino scaldata. Si corre soli, sulle proprie gambe e sui propri piedi, ma si corre insieme e non solo insieme agli altri. Si corre insieme ai propri pensieri, alle proprie sensazioni, quelle che hai nel bagaglio di serie e quelle che raccogli lì, lungo il cammino che corri, insieme a timori, speranze, sogni, increspature fiduciose o sfiduciate. I fotografi per la strada riprendono le smorfie di fatica, la concentrazione e qualcosa di te, qualcuno, che dopo alcuni giorni stenti a riconoscere o ad approvare. Alcune volte però ti sorprendi di una convinzione che non è solo degli altri, ma anche tua e di quelli che corrono con te, dei tuoi compagni di squadra. Inclusi mogli, fidanzate, accompagnatori che ti aspettano al traguardo e ti incitano.

Nel cuore verde dell’Umbria, intorno allo specchio del lago, il 5 marzo batteva un grandissimo cuore umano e sportivo che si è fatto corpo e strada per tutti gli atleti e gli amatori che hanno attraversato tratti differenti del lungolago, puntando a mete distanti eppure vicine. Alla 16a Strasimeno non eravamo solo in duemila, eravamo in duemila folli che hanno iniziato a correre e hanno continuato a farlo malgrado il diluvio.

Per Podistica Veio è stata un’altra amabile trasferta di svago, di allegria, di amicizia e di sport. Passeggiata del sabato pomeriggio al Villaggio allestito a Castiglion del lago e per le vie del borgo delizioso dove abbiamo fatto incetta di legumi zuppe e risotti da portarci a casa; cena in un ristorante tipico del lungo lago consigliato dall’infallibile esperto Alessandro Ragni (sempre disponibile per suggerimenti goderecci); un hotel semplice ma senza rinunce, che ci ha accolto insieme ai suoi bellissimi cani e l’indomani mattina la colazione, la gara, la pioggia, il tifo festoso, la fatica, l’arrivo e il pranzo in un altro posticino fronte lago delizioso. L’ultima foto di gruppo, i saluti con la promessa di ritrovarsi nel 2018, il viaggio di ritorno a casa per ristorare le membra, non prima di un ultimo caffè insieme, un po’ dispiaciuti di doversi separare.

Intorno al lago e sotto la pioggia si è consumato un vero raduno di gioiosi e atletici ‘pazzi’, ma le cose più belle e più intense si fanno solo con un pizzico di follia, correndo pure indolenziti o doloranti, magari con mezzo oky di scorta, perché prima o poi passa tutto!

Alla Strasimeno noi Veienti eravamo dodici, naturalmente pazzerelli, e in dodici abbiamo corso 218 km e 194 metri: cinque maratone abbondanti, quasi 5 arrivi da 58 km e due Passatori! Insomma, i numeri a volte contano e diventano una strana misura, inadeguata però a rilevare lo stato d’animo e il coinvolgimento perfino di chi non corre: Loredana la moglie di Roberto Rosati e Violeta di Sebastian (per inciso due belle e giovani coppie da 34 km ciascuna) si sono svegliate all’alba con noi e ci hanno accompagnati e scortati, anche se su 4 ruote! A seguire le coppie da 31 km: Patrizia e Valerio, coppia presidenziale; Senatore e Patrizia, che ti fanno sognare il giorno del loro matrimonio; Mattia in trasferta solitaria con 10 km non avendo potuto correre i 21 previsti per fastidi fisici (tutto incluso nella follia latente); Roberto Laurenzi e Geny, una coppia stratosferica da 44 km e per chiudere l’ultima solitaria, la scrivente-34 km, attesa dagli altri anche ben oltre le due ore.

Corsa, pioggia e follia per 218 km e rotti, che credo rifaremmo alle stesse condizioni. Perché se come diceva Gandhi “La vita non è aspettare che la tempesta passi, ma imparare a ballare sotto la pioggia”, allora anche la corsa non può e non deve avere condizioni ottimali quando quel pizzico di follia ti scalda con la giusta compagnia, perché anche la corsa non è aspettare il meteo migliore, ma imparare a correre con ogni condizione interna ed esterna.

Al prossimo anno, allora, con la 17a Strasimeno e chissà, magari, arriveremo fino al 58 km!

Per la cronaca…

La ultramaratona del Parco del lago è quella di 58 km,  per chi completa l’intero perimetro del Trasimeno, con partenza ed arrivo a Castiglione del Lago, e quest’anno è stata vinta da Carmine Buccilli (3h:28:59) e da Silvia Tamburi (4H:10:51).  Ma in mezzo ci sono i traguardi intermedi: 10 km a Borghetto; mezza maratona a Passignano; 34 km a San Feliciano; maratona a Santarcangelo (quest’ultima valida come 11° Campionato Italiano di maratona ferrovieri).

Per la cronaca dei Veienti…

-                     10 km: arrivano felici insieme i mitici 4: ASARO GENY VIRGINIA (1h:07:17); DIOGUARDI VALERIO, il mr infortunato che ha appena ripreso accompagnando gli altri, (01:07:16); ANGELI PATRIZIA (01:11:27); DI MASI MATTIA, fuori classifica perché non ha cambiato il pettorale della mezza (quel pizzico di follia, dicevamo…)

-                     mezza maratona: in coppia per la gara con il tempo di 01:52:38: PRIORESCHI PATRIZIA eDE MATTIA LUDOVICO

-                     34 km: MARIN SEBASTIAN MIHAI: 02:40:16; ROSATI ROBERTO 03:08:36; LAURENZI ROBERTO 03:14:14; RECCHIA GERMANA 03:37:18

Letto 424 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Marzo 2017 15:41
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1 commento

  • Link al commento Patrizia Patrizia 14-03-2017

    Germana ogni volta ci fai tornare indietro e dire....Che in fin dei conti non era follia, è stato bello anche ballare sotto la pioggia.Grazie

    Rapporto

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